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Covid, il bollettino di oggi 29 aprile: 58.861 contagi, 133 morti. Tasso di positività al 15,4% #adessonews

Calano ancora i contagi in Italia, oggi 58.861 contro i 69.204 di ieri, cirva 15mila in meno di quelli contagiati una settimana fa. Il tasso di positività perde invece solo due decimali e si colloca al 15,4% Si contano anche 133 morti, due più di ieri, mentre sono 11 in meno i ricoverati nelle terapie intensive e 134 quelli nei reparti di medicina, dove oggi il totale scende sotto quota 10mila a 9.942.

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In Lombardia casi in leggero calo da 8.634 a7.631 ma con seimila tamponi in meno, mentre in Piemonte da 3.718 si passa a 3.402. Contagi Covid ancora su numeri piuttosto alti in Veneto nelle ultime 24 ore. Sono 6.121 i casi di positività al virus registrati (ieri erano stati 6.948) e 16 le vittime. Lo riferisce il bollettino della Regione. In aumento il dato dei soggetti attualmente positivi, 73.370 (contro i 72.766 di ieri, quindi +604). Il dato dei ricoveri è invece in discesa: sono 30 i pazienti in meno nei reparti di area medica, per un totale di 909 posti letto occupati, stabili invece, 37, quelli in terapia intensiva.

Sono 5.379 contro i 6.011 di ieri, i nuovi casi di coronavirus in Emilia-Romagna. Sostanzialmente stabili i ricoveri mentre oggi si contano altri sette decessi. I nuovi casi positivi Covid nelle 24 ore in Toscana sono 3.639 su 22.610 test di cui 3.804 tamponi molecolari e 18.806 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 16,09%. Rispetto a ieri c’è un lieve calo dei nuovi positivi (erano stati 3.763 al rilevamento precedente) su un numero inferiore di tamponi totali (ieri erano stati considerati 24.524 di cui 3.839 tamponi molecolari e 20.685 test rapidi), pertanto il rapporto tra nuovi casi e tamponi è salito (ieri era al 15,34%).

Sono 5.595 dei quali 2.599 in quota a Roma i nuovi contagi oggi nel Lazio, 756 in meno di ieri. Si contano anche 11 decessi, 5 meno di ieri e 8 letti in meno occupati nei reparti di medicina, 8 che si liberano nelle terapie intensive. Scendono da 7.313 a 6662 i positivi del giorno in Campania, per un indice di contagio pari al 19,31%, in lieve aumento rispetto al dato registrato ieri del 18,7%. Quattro le persone decedute. Quanto al report dei posti letto su base regionale scendono di due unità, da 42 a 40, quelli di terapia intensiva occupati e da 746 a 726 (-20) i posti letto di degenza ordinari occupati. Oggi in Puglia si registrano altri 4.223 casi di contagio, in linea con i 4.293 di ieri (incidenza oggi del 17,6%) e due decessi. Per altri 17 casi la provincia è in via di definizione. Delle 105.118 persone attualmente positive 558 sono ricoverate in area non critica (ieri 557) e 27 in terapia intensiva (ieri 23).

Questa settimana 12 Regioni – rispetto alle 13 della scorsa – superano la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid nei reparti di area medica. Il tasso più alto in Umbria, con il 31,4%. Nessuna Regione supera invece la soglia di allerta del 10% per l’occupazione delle terapie intensive. Solo l’Abruzzo supera invece il valore di incidenza di 1000 casi Covid per 100mila abitanti, con il valore di 1170. Le incidenze più alte anche in Molise (949,6) e Basilicata (931,9). Lo evidenzia, secondo quanto si apprende, la tabella sugli indicatori decisionali allegata al monitoraggio settimanale.

La pandemia frena la raccolta del plasma, elemento chiave per la produzione di farmaci impiegati in numerose patologie. Secondo il Centro Nazionale Sangue, nei primi tre mesi dell’anno la quantità di plasma inviato alle aziende convenzionate per la produzione di medicinali plasmaderivati è calata del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il bilancio è particolarmente pesante nei mesi di gennaio e febbraio mentre a marzo si è assistito a un ritorno ai livelli 2021. In particolare, a gennaio sono stati raccolti 57.603 kg di plasma rispetto ai 64.535 dell’anno precedente con un calo del 10,7%; a febbraio la raccolta si è attestata a 63.832 kg rispetto ai 70.911 del 2021 (-10%). A marzo si sono raggiunti i 205.650 kg rispetto ai 218.554 del 2021.

«Con le decisioni assunte ieri continuiamo il nostro percorso di gradualità. I numeri ci dicono che la pandemia è ancora in corso e occorre un approccio prudente. Bisogna insistere con la campagna di vaccinazione e con l’utilizzo della mascherina in tutte le occasioni in cui si rischia il contagio», afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.

«In attesa di informazioni più esaustive, vista anche l’attuale situazione dei contagi, consiglieremo comunque alle imprese a noi associate di continuare a fare usare la mascherina ai propri dipendenti, a tutela della loro salute e di quella della clientela», dichiara in linea con l’esortazione del Ministro la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, avvertendo però che «i provvedimenti in zona Cesarini, che arrivano all’ultimo minuto utile o quasi, non aiutano le imprese ad avere un quadro definito. A due giorni dal pensionamento delle mascherine, ancora non è chiaro, ad esempio, se i clienti delle sale da ballo avranno o meno l’obbligo di utilizzarle». «Anche per quanto riguarda il comportamento sui luoghi di lavoro – spiega De Luise – dovremo aspettare l’incontro del prossimo 4 maggio con ministero e sindacati, per capire come aggiornare i protocolli di sicurezza attualmente in vigore».

Ancora più rigorista la Uil. L’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, «che prudentemente obbliga all’uso della mascherina fino al 15 giugno nei luoghi e ambienti chiusi, sui trasporti, scuole, ospedali e Rsa, ci trova concordi tuttavia, come già abbiamo più volte sostenuto, il livello di circolazione del virus non si è esaurito: a nostro parere le mascherine vanno mantenute in tutti i luoghi chiusi e negli eventi all’aperto dove si registrano assembramenti», afferma il segretario confederale, Domenico Proietti.

Ai campani poi toccherà portarle fino al prossimo autunno. «Il Governo mantiene in certi casi l’obbligo della mascherina al chiuso fino a metà giugno, era il minimo. In Campania manteniamo l’obbligo di mascherina anche dopo, vedremo poi la situazione a fine settembre, inizio ottobre», ha tagliato corto il governatore della Campania Vincenzo De Luca nella sua diretta Fb.

E anche a Messa continua ad essere raccomandata la mascherina. «L’andamento dei contagi risulta costante da qualche settimana e tale dato porta a confermare le indicazioni» già diffuse dalla Cei a marzo «facendo tuttavia presente che l’uso delle mascherine resta, a rigore, raccomandato in tutte le attività che prevedono la partecipazione di persone in spazi al chiuso come le celebrazioni e le catechesi, mentre resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per gli eventi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in locali assimilabili a sale cinematografiche, sale da concerto e sale teatrali», comunica la Cei.

Ritorna intanto la querelle sui decessi da Covid. «Dovremmo forse approfondire meglio la causa dei decessi» per Covid «perché è indubbio che alcuni dei deceduti erano cittadini positivi ma avevano altre comorbidita’ e bisogna capire quale sia la causa principale del decesso» afferma il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «La maggioranza di coloro che perdono ancora la vita per il Covid – ha ribadito – sono persone che non si sono vaccinate o anziani con altre malattie, per i quali abbiamo previsto la quarta dose, proprio perché la difesa immunitaria si riduce per le altre patologie che già hanno».

Source

“https://www.lastampa.it/cronaca/2022/04/29/news/covid_il_bollettino_di_oggi_29_aprile_58_861_contagi_133_morti-3174877/”

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