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Bologna, 30 giugno Ai gentili Clienti Loro sedi. dottori commercialisti revisori contabili (*) PAOLO SALA LUCA VIANELLI #adessonews


dottori commercialisti revisori contabili (*) PAOLO SALA LUCA VIANELLI

Bologna, 30 giugno 2016

avvocati(**)

Ai gentili Clienti

FRANCESCO P. COLLIVA GRAZIA GAMBERINI MARCELLO MARANI

Loro sedi

Le news di giugno Proroga dei versamenti fiscali L’esenzione Imu per i terreni agricoli riguarda anche i coadiuvanti dell’impresa familiare e i soci della società agricola L’agenzia chiarisce l’ambito applicativo delle nuove ipotesi di reverse charge in vigore dal 2 maggio 2016 Dal 1° giugno 2016 notifica delle cartelle esattoriali solo a mezzo pec Dallo scorso 1° aprile addio al servizio di “data certa” delle poste italiane I chiarimenti dell’Agenzia per i “super ammortamenti” I correttivi congiunturali ai fini degli studi di settore per il 2015 Principali scadenze dal 16 giugno al 15 luglio 2016

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1 (*) I – 40134 Bologna – Via A. Costa n. 73/2 – Tel. +39 051 521237 – fax + 39 051 550129 (**) I – 40123 Bologna – Via Barberia, 22 – Tel. +39 051 223663 – fax +39 051 272407 www.jusetcomm.it e-mail : [email protected]

STUDI DI SETTORE Comunicazioni di anomalia disponibili sul cassetto fiscale nei dati del triennio 2012/2013/2014  In  questi  giorni  l’Agenzia  delle  entrate  sta  provvedendo  ad  inviare  ai  contribuenti  apposite  comunicazioni  di  anomalia  nella  compilazione  degli  studi  di  settore  per  i  periodi  di  imposta  2012/2013/2014.  In  merito  alle  modalità  con  cui  l’Agenzia  delle  entrate  mette  a  disposizione  del  contribuente,  ovvero  del  suo  intermediario,  gli  elementi  e  le  informazioni possono verificarsi tre casi:  1. contribuente che abbia delegato in sede dichiarativa l’intermediario a ricevere i propri avvisi da parte dell’Agenzia,  le comunicazioni arriveranno a questi attraverso il canale Entratel;  2. contribuente che non abbia delegato l’intermediario a ricevere informazioni da parte dell’Agenzia, le comunicazioni  arriveranno al cliente tramite pec;  3. contribuente  abilitato  ai  servizi  Entratel  o  Fisconline,  la  comunicazione  della  anomalia  verrà  resa  disponibile  sul  proprio cassetto fiscale previo invio di apposito sms o mail.  Il provvedimento definisce 62 diverse tipologie di anomalie riscontrate: grazie a questa nuova forma di comunicazione  con il Fisco, i contribuenti possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi, secondo le modalità  previste  dall’istituto  del ravvedimento  operoso,  beneficiando  così  della  riduzione  delle  sanzioni,  graduata  in  ragione  della  tempestività  delle  correzioni. I  contribuenti,  anche  tramite  intermediari  incaricati  della  trasmissione  delle  dichiarazioni,  potranno  fornire  chiarimenti  e  precisazioni  tramite  il  software  gratuito  “Comunicazioni  2016”,  già  disponibile sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione dedicata agli studi di settore.  (Agenzia delle entrate, provvedimento n. 85525, 01/06/2016)

RIMBORSI IVA Priorità nell’esecuzione dei rimborsi Iva anche per le prestazioni di servizi di cui alla lettera a-ter È stata estesa ai contribuenti che esercitano prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di complemento relative ad edifici la modalità di rimborso Iva in via prioritaria (entro 3 mesi dalla richiesta) ai sensi dell’articolo 38-bis, D.P.R. 633/1972. Tale previsione consentirà di limitare il danno finanziario derivante dall’estensione del reverse charge a tali prestazioni di servizi, disciplina che è in vigore dal 1° gennaio 2015: il D.M. 29/04/2016 ricomprende nel perimetro dell’agevolazione anche i soggetti che effettuano in modo prevalente le prestazioni di cui all’articolo 17, comma 6, lettera a-ter) del D.P.R. 633/1972 (servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di complemento relative a edifici). Per quel che riguarda il comparto delle costruzioni tale nuova fattispecie si aggiunge al rimborso Iva prioritario già riconosciuto dal 2007 per le prestazioni di servizi, o di manodopera, rese in dipendenza di contratti di subappalto nel settore edile (articolo 17, comma 6, lettera a), D.P.R. 633/1972). L’erogazione prioritaria dei rimborsi dell’eccedenza d’imposta detraibile si applicherà a partire dalla richiesta relativa al secondo trimestre dell’anno d’imposta 2016 (scadenza modello TR entro il 01/08/2016), ma varrà anche in sede di compilazione dei successivi modelli TR e dichiarazioni Iva annuale. (Ministero dell’economia e delle finanze, Decreto 29/04/2016, G.U. n. 111 del 13/05/2016)

SABATINI-TER Pubblicata la guida per la compilazione della domanda per la Sabatini-ter A partire dal 2 maggio 2016 le imprese possono presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi in conto interessi per l’acquisto di beni strumentali nuovi mediante stipula di contratti di finanziamento o di leasing, a valere sulla nuova disciplina (c.d. Sabatini-ter), alle banche e agli intermediari 2

finanziari aderenti all’Addendum alla convenzione tra Ministero dello sviluppo economico, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI). L’impresa dovrà scaricare e compilare in formato elettronico l’Allegato 1 – Modulo di domanda e sottoscriverlo con firma digitale, avendo cura di utilizzare l’ultima release pubblicata e di procedere alle operazioni di verifica e chiusura dello stesso, secondo le modalità riportate nella Guida alla compilazione del modulo di domanda. Tra i documenti utili è consultabile l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito all’Addendum alla convenzione MiseABI-CDP. L’eventuale chiusura dello sportello verrà comunicata con apposito decreto ministeriale a seguito dell’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. (Ministero dello sviluppo economico, Guida alla compilazione della domanda di agevolazione, 02/05/2016)

REGIME DEL MOSS Chiarimenti sull’ambito applicativo della disciplina in vigore dal 1° gennaio 2015 L’Agenzia delle entrate illustra con un documento piuttosto corposo la nuova disciplina Iva delle prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici nei rapporti B2C (business to consumer) entrata in vigore il 1° gennaio 2015, sia con riferimento al piano sostanziale, per quanto riguarda il luogo di tassazione, sia negli aspetti procedurali, caratterizzati dall’apposito regime speciale facoltativo del mini sportello unico (Moss). In particolare viene ribadito il principio per cui le prestazioni con le caratteristiche in precedenza descritte sono soggette ad Iva nel Paese in cui è stabilito il cliente/consumatore e con la possibilità da parte del prestatore di tali servizi di optare per il regime del citato sportello unico al fine di evitare di doversi identificare nei vari Paesi nei quali i clienti sono stabiliti. Uno degli aspetti toccati dal documento di prassi è quello dei rimborsi per gli acquisti effettuati in Italia da parte dei soggetti esteri che si avvalgono del regime del Moss in relazione alla richiamate prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici. Per tali soggetti, infatti, l’imposta è rimborsabile anche in difetto delle condizioni ordinariamente previste per i rimborsi a non residenti e quindi anche in assenza di operazioni attive in Italia o, per i soggetti extra UE, di un accordo di reciprocità. (Agenzia delle entrate, circolare n.22, 26/05/2016)

SISTRI Pubblicato il nuovo regolamento sul Sistri che abroga il D.M. 52/2011 L’8  giugno  2016  entrerà  in  vigore  il  nuovo  regolamento  recante  disposizioni  relative  all’ottimizzazione  del  sistema  di  tracciabilità  dei  rifiuti:  si  dovrà,  però,  attendere  la  pubblicazione  di  più  decreti  del  Ministero  dell’ambiente  affinché  vengano  definite  le  procedure  operative  necessarie  per  l’accesso  al  Sistri  e  per  l’inserimento  e  la  trasmissione  dei  dati  nonché  la  definizione  dell’entità  dei  contributi  a  carico  dei  soggetti  che  aderiscono  al  Sistri  su  base  volontaria.  Fino  all’approvazione  delle  procedure  operative  con  i  decreti  previsti,  continueranno  ad  applicarsi  le  procedure  indicate  nei  manuali e nelle guide rese disponibili nel sito web www.sistri.it.   (Ministero dell’ambiente, Decreto n. 78 del 30/03/2016, G.U. n. 120 del 24/05/2016)

PROROGA DEI VERSAMENTI FISCALI    Con il D.P.C.M. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sono stati prorogati per i contribuenti per i quali sono stati elaborati  gli studi di settore, i termini per i versamenti risultanti dal modello Unico e Irap 2016. Tale provvedimento consente ai  contribuenti lo slittamento dei termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni, dal 16 giugno al 6 luglio 2016, senza  richiesta di alcun pagamento aggiuntivo. I versamenti dal 7 luglio 2016 al 22 agosto 2016 potranno essere effettuati con  maggiorazione dello 0,4%. 

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Termini ordinari di versamento Come noto, le persone fisiche e le società di persone sono tenute a versare il saldo Irpef e/o Irap 2015 e l’acconto Irpef e/o Irap 2016 (se dovuti):  entro il 16 giugno 2016;  entro il 18 luglio 2016 applicando la maggiorazione dello 0,40%. Le predette scadenze interessano anche i versamenti Ires e Irap delle società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare e che approvano il bilancio nei termini ordinari.  Proroga a regime per versamenti e adempimenti in scadenza tra 1° e 20 agosto    Va  poi  ricordato  che  con  l’articolo  3‐quater  del  D.L.  16/2012,  è  stata  inserita  nell’articolo  37,  D.L.  223/2006  una previsione a regime per cui: “Gli adempimenti fiscali ed il versamento delle somme di cui agli articoli 17 e 20,  comma 4, D.Lgs.241/1997, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il  giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione”. 

Il nuovo calendario dei versamenti I versamenti risultanti dai modelli Unico/Irap 2016 in scadenza ordinaria il 16 giugno 2016 possono essere effettuati:  entro il 6 luglio 2016 senza maggiorazione;  dal 7 luglio al 22 agosto 2016 con la maggiorazione dello 0,40%. Soggetti interessati Ad oggi il provvedimento di proroga non risulta ancora pubblicato (è stato diramato solo uno scarso comunicato stampa), ma è possibile rifarsi a quello relativo alle precedenti annualità. Possono quindi beneficiare della proroga:  tutti contribuenti (persone fisiche e non) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, indipendentemente dall’esistenza di cause di esclusione o di inapplicabilità, e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite stabilito dalla Legge (allo stato attuale 5.164.569 euro);  coloro che partecipano a società, associazioni e imprese, in regime di trasparenza, purché tali soggetti partecipati siano interessati dalla proroga;  i contribuenti che adottano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (contribuenti “minimi”) ovvero il regime forfettario introdotto dalla L. 190/2014. Casi particolari Attenzione – persone fisiche “private” La proroga non interessa le persone fisiche “private” e cioè coloro che non sono né collaboratori dell’impresa  familiare né soci di società di persone o di società di capitali trasparenti (questi, peraltro, godono della proroga  solo se il soggetto al quale partecipano svolga un’attività per la quale sono stati elaborati gli studi di settore). 

Attenzione – soci di Srl non trasparenti Si segnala, altresì, che la mancata proroga per le persone fisiche “private” soci lavoratori di Srl non trasparenti  crea  loro  difficoltà  con  riferimento  alla  compilazione  del  quadro  RR  (determinazione  dei  contributi  previdenziali artigiani/commercianti) che come è noto assume quale base di calcolo proprio la quota di reddito  derivante dalla stessa Srl (soggetto, quest’ultimo, che verosimilmente potrà godere della proroga).   Con la risoluzione n. 173/E/2007, in occasione di una precedente proroga dei termini di versamento, l’Agenzia 

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delle entrate precisò che   “La  proroga  in  questione  si  riferisce  ai  “versamenti  risultanti  dalla  dichiarazione  unificata  annuale”,  pertanto  riguarda anche il versamento dei contributi previdenziali. Il differimento di cui trattasi, quindi, si applica anche per  i  sopra  detti  contributi  previdenziali  dovuti  dai  soci  delle  società  a  responsabilità  limitata  (non  “trasparenti”),  artigiane o commerciali, che siano interessate dalla proroga di cui trattasi, secondo la disposizione citata. Infatti,  poiché  tali  soci,  iscritti  nelle  gestioni  previdenziali  Ivs,  determinano  l’ammontare  dei  contributi  dovuti  su  un  reddito  “figurativo”  proporzionale  alla  loro  quota  di  partecipazione  nella  società,  essi  potranno  procedere  al  versamento dei contributi solo successivamente alla scelta operata dalla società stessa in ordine all’adeguamento  alle risultanze degli studi di settore”.  Più  recentemente,  con  la  risoluzione  n.  59/E/2013  è  stato  ulteriormente  precisato  che  per  tali  soggetti:  “il  differimento interesserà esclusivamente il versamento dei contributi previdenziali, in quanto le imposte da essi  dovute rimangono fissate alle scadenze ordinarie”. 

I tributi (e contributi) interessati 

La proroga interessa – a titolo esemplificativo e non esaustivo – il versamento dei seguenti tributi:  saldo 2015 e acconto 2016 di Irpef, Ires e Irap;  addizionali Irpef;  saldo Iva per i soggetti che presentano la dichiarazione in forma unificata;  contributi previdenziali liquidati in dichiarazione (Ivs, Gestione separata Inps, etc.);  saldo 2015 e acconto 2016 della c.d. “cedolare secca”;  acconto del 20% dell’imposta dovuta sui redditi a tassazione separata;  imposte sostitutive (ad esempio regime dei minimi);  imposta “patrimoniale” (Ivie, Ivafe) per attività/immobili detenuti all’estero. Essendo differiti i termini di versamento di tutte le imposte, si ritiene confermata la posizione espressa dal Ministero dello sviluppo economico nella circolare n. 103161/2011: posto che il termine per il versamento del diritto annuale è “ancorato” al termine di versamento del primo acconto delle imposte sui redditi, la proroga deve riguardare anche il diritto annuale alla Cciaa. Resta fermo che il differimento riguarda solo il diritto annuale dovuto “dai contribuenti soggetti agli studi di settore, ivi compresi i soggetti Rea eventualmente rientranti in tal fattispecie, nonché dalle imprese individuali”. SOGGETTI INTERESSATI DALLA PROROGA Soggetto

Termine ordinario

Nuovo termine ordinario senza 0,4%

Nuovo termine ordinario con 0,4%

Persone fisiche, professionisti o imprenditori, che hanno codice attività per il quale risulta elaborato uno studio di settore

16 giugno 2016

6 luglio 2016

22 agosto 2016*

Società di persone che hanno codice attività per il quale risulta elaborato uno studio di settore

16 giugno 2016

6 luglio 2016

22 agosto 2016*

Società di capitali che hanno codice attività per il quale risulta elaborato uno studio di settore e che hanno approvato il bilancio

16 giugno 2016

6 luglio 2016

22 agosto 2016* 5

entro aprile 2016

*in virtù della proroga a regime introdotta dall’articolo 3-quater, D.L. 16/2012 conv. nella L. 44/2012

SOGGETTI ESCLUSI DALLA PROROGA Soggetto

Termine ordinario

Termine ordinario con 0,4%

Persone fisiche, società di persone, società di capitali che hanno codice attività per il quale non risulta elaborato uno studio di settore

16 giugno 2016

18 luglio 2016

Società di capitali che hanno approvato il bilancio entro giugno 2016

18 luglio 2016

22 agosto 2016*

*in virtù della proroga a regime introdotta dall’articolo 3-quater, D.L. 16/2012 conv. nella L. 44/2012.

   

L’ESENZIONE IMU PER I TERRENI AGRICOLI RIGUARDA ANCHE I COADIUVANTI DELL’IMPRESA FAMILIARE  E I SOCI DELLA SOCIETÀ AGRICOLA  L’esenzione Imu (ai fini Tasi i terreni sono in ogni caso esclusi da tassazione) prevista dalla scorsa legge di Stabilità in favore dei coltivatori diretti (CD) e degli imprenditori agricoli professionali (IAP) in relazione ai terreni da questi condotti e coltivati e ovunque ubicati (quindi anche nei Comuni pianeggiati), risulta operativa anche a favore dei coadiuvanti delle imprese familiari agricole. Il Dipartimento Fiscale del Ministero dell’economia e delle finanze, con una nota datata 23 maggio 2016 (prot. 20535/2016) ammette anche tali soggetti a beneficiare dell’esonero Imu. Nello stesso documento viene poi confermata analoga agevolazione anche a favore dei soci di società agricola. I soci coltivatori Partiamo dalla seconda questione in quanto quella più “scontata”: tale posizione era infatti stata già in passato avanzata dal Mef nell’ambito della circolare n. 3/DF/2012. Si tratta di un fattispecie tutt’altro che rara: quando le persone fisiche, coltivatori diretti e IAP, iscritti nella previdenza agricola, abbiano costituito una società di persone alla quale hanno concesso in affitto o in comodato il terreno di cui mantengono il possesso ma che, in qualità di soci, continuano a coltivare direttamente, beneficiano (oggi) dell’esenzione Imu. Detta conclusione discende dall’applicazione dell’articolo 9, D.Lgs. n. 228/2001, il quale stabilisce che “ai soci delle società di persone esercenti attività agricole, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale, continuano ad essere riconosciuti e si applicano i diritti e le agevolazioni tributarie e creditizie stabiliti dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso delle predette qualifiche…”. Peraltro nella nota richiamata viene specificato che detta previsione risulta applicabile, alle condizioni e nei limiti previsti dalla norma (L. 99/2004), alle società di persone, cooperative e di capitale, anche a scopo consortile. Va rammentato che a tali soggetti spetta, oltre all’esenzione Imu sui terreni agricoli, anche la finzione di non edificabilità delle aree prevista dall’articolo 2, D.Lgs. 504/1992 in relazione ai terreni potenzialmente edificabili ma che siano oggetto di coltivazione da parte di CD o IAP. 6

I familiari coadiuvanti La seconda questione riguarda la possibilità di applicare l’esenzione a favore dei terreni posseduti dai coadiuvanti in qualità di proprietari o comproprietari, coltivati dall’impresa agricola, il cui titolare è un familiare del coadiuvante stesso. Sul punto il Mef individua i due requisiti da rispettare per fruire dell’agevolazione: • quello oggettivo, ovvero il possesso e la coltivazione del fondo; • quello soggettivo, ossia la qualifica di CD o IAP in capo al familiare stesso. Il Dipartimento Fiscale osserva come il coadiuvante sia iscritto quale coltivatore diretto nel nucleo del capo azienda, negli appositi elenchi previdenziali, così come previsto dall’articolo 11, L. 9/1963. In relazione al primo dei due requisiti, è innegabile che tali soggetti siano possessori (altrimenti non si porrebbe neppure il problema della tassazione), ma secondo il Mef occorre affermare che il coadiuvante deve anche intendersi quale soggetto che effettua la coltivazione del fondo. Sono quindi soddisfatti tutti i requisiti richiesti. La nota in commento precisa (anche quest’ultima conclusione era del tutto scontata), che se il coadiuvante possiede altri terreni dati in affitto o comodato rispetto a quelli coltivati, detti terreni devono scontare ordinariamente il prelievo Imu.    

L’AGENZIA  CHIARISCE  L’AMBITO  APPLICATIVO  DELLE  NUOVE  IPOTESI  DI  REVERSE  CHARGE  IN  VIGORE  DAL 2 MAGGIO 2016  Con informativa pubblicata nello scorso mese di aprile abbiamo dato conto delle novità introdotte dal D.Lgs. 24/2016 in materia di reverse charge e consistenti, in particolare, nella introduzione di nuove ipotesi per le quali trova applicazione tale particolare meccanismo di determinazione dell’imposta sul valore aggiunto. Si tratta, nello specifico, delle cessioni dei seguenti beni:   

console da gioco, (NC 9504 50 00);  tablet PC (NC 8471 30 00);  laptop (NC 8471 30 00) 

ceduti prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale. Con riferimento al preciso ambito di applicazione della nuova previsione recata dalla lettera c) del comma 6 dell’articolo 17, D.P.R. 633/1972, si attendevano gli opportuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate, che sono giunti di recente con la circolare n. 21/E del 25 maggio scorso. Il citato documento di prassi precisa, dunque, che “l’obbligo del meccanismo dell’inversione contabile alle fattispecie in esame, ai sensi del citato articolo 17, comma 6, lettera c), D.P.R. 633/1972, trovi applicazione per le sole cessioni dei beni effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio, analogamente a quanto già precisato dalla scrivente con la circolare n. 59/E/ 2010 e la risoluzione n. 36/E/2011”. Di conseguenza, il meccanismo dell’inversione contabile per le fattispecie in esame non trova applicazione per la fase del commercio al dettaglio la cui attività, è, di regola, caratterizzata da una frequenza tale da rendere particolarmente onerosa l’osservanza dell’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile in ragione della qualità di soggetto passivo del cessionario-cliente. Nel merito, richiamando quanto già affermato con la risoluzione n. 36/E/2011, l’Agenzia precisa che: 

il riferimento al commercio al dettaglio “deve intendersi finalizzato a individuare i soggetti che esercitano attività  di commercio al minuto e attività assimilate di cui all’articolo 22, D.P.R. 633/1972”; da ciò ne deriva che “sono  escluse  dall’obbligo di reverse  charge le cessioni dei beni in argomento  effettuate da “commercianti al minuto  autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione, per corrispondenza,  a domicilio o in forma ambulante” …, in quanto, in tali ipotesi, le cessioni dei beni in argomento sono, di regola,  effettuate direttamente a cessionari ‐ utilizzatori finali dei beni, ancorché soggetti passivi Iva”; 

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l’esclusione  dall’obbligo  di  reverse  charge  “torna,  altresì,  applicabile  anche  a  soggetti  diversi  da  quelli  di  cui  all’articolo  22,  D.P.R.  633/1972  che,  tuttavia,  effettuano  le  cessioni  dei  beni  in  argomento  direttamente  a  cessionari‐utilizzatori finali”, sempreché la cessione non risulti effettuata per la successiva rivendita del prodotto  a terzi. 

Con riferimento, infine, all’aspetto sanzionatorio riguardante le eventuali violazioni relative all’omessa o errata applicazione del reverse charge nelle descritte fattispecie, l’agenzia precisa che in considerazione dell’incertezza in materia e in ossequio ai principi dello Statuto del contribuente, per le operazioni effettuate a decorrere dal 2 maggio 2016 e fino alla pubblicazione della circolare n. 21/E/2016, non dovranno essere applicate sanzioni per le violazioni eventualmente commesse.    

DAL 1° GIUGNO 2016 NOTIFICA DELLE CARTELLE ESATTORIALI SOLO A MEZZO PEC  Con la nota n. 2016/24616 del 17 maggio 2016 Equitalia Spa ha dato attuazione alla norma contenuta nell’articolo 14, D.Lgs. 159/2015 che prevede l’obbligo di notifica a mezzo posta elettronica certificata per le imprese individuali o costituite in forma societaria e per i professionisti iscritti in albi e elenchi, nonché per le persone fisiche che ne facciano richiesta, a decorrere dal 1° giugno 2016. Già dal 2013 Equitalia Spa ha attivato in via sperimentale in alcune Regioni la notifica delle cartelle di pagamento via pec per le persone giuridiche: dal 1° giugno 2016, per tali soggetti, la notifica delle cartelle esattoriali avviene esclusivamente all’indirizzo di pec risultante dall’indice nazionale Ini-pec (https://www.inipec.gov.it/cerca-pec), su tutto il territorio nazionale. Nel caso in cui l’indirizzo di posta elettronica certificata non sia valido o sia inattivo, o nel caso in cui la casella di posta elettronica risultasse satura, malgrado il secondo tentativo effettuato a 15 giorni dal primo, l’atto sarà inviato telematicamente alla Camera di Commercio competente per territorio e sarà sempre reperibile on-line in un’apposita sezione del sito internet della medesima Camera di Commercio. Il contribuente verrà, inoltre, informato del deposito telematico dell’atto tramite una raccomandata cartacea con avviso di ricevimento. Per i contribuenti persone fisiche, l’utilizzo dello strumento telematico rimane, invece, facoltativo. La notifica potrà avvenire via Pec anche per le persone fisiche solo qualora ne facciano espressamente richiesta. L’indirizzo Pec per la notifica sarà quello indicato nella richiesta o successivamente all’Agente della riscossione. Si ricorda alla gentile Clientela che la posta elettronica certificata (nota con l’acronimo “Pec”) – in quanto strumento che ha valore di raccomandata con avviso di ricevimento e, quindi, è strumento che assegna data certa ai documenti e/o messaggi ricevuti – deve essere gestita con estrema cura e attenzione, poiché le comunicazioni inviate su tale indirizzo (da fornitori, clienti, Pubblica Amministrazione, Agenzia delle entrate, Equitalia, etc.) hanno valore legale.  

DALLO SCORSO 1° APRILE ADDIO AL SERVIZIO DI “DATA CERTA” DELLE POSTE ITALIANE  Dare ad un documento data certa vuol dire attribuire allo stesso prova della sua formazione in un determinato arco  temporale o, comunque, prova della sua esistenza anteriore ad uno specifico evento o una specifica data. 

Sotto il profilo civilistico, in materia di prove documentali si esprimono gli articoli 2703 e 2704, cod. civ. dalla lettura dei quali si desumono gli strumenti tipicamente utilizzabili per l’attribuzione di data certa ai documenti. Ci riferiamo:   

alla redazione di atto pubblico,   alla autenticazione di un notaio o altro pubblico ufficiale,  alla registrazione dell’atto presso un ufficio pubblico, 

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ad  ogni  altro  fatto  che  stabilisca  in  modo  ugualmente  certo  l’anteriorità  della  formazione  del  documento  (articolo 2704, cod. civ., comma 3). 

In questa ultima prospettiva sono considerati validi: 1. l’utilizzazione del servizio data certa presso i servizi postali con apposizione di apposito timbro direttamente sul  documento,  2. l’apposizione della cosiddetta marca temporale sui documenti informatici: il sistema basa la propria modalità di  certificazione della marca temporale su un procedimento informatico regolamentato dalla legge, che permette  di attribuire ad un oggetto digitale o documento informatico una data ed un orario in modo certo ed opponibile  a terzi. La marca temporale può essere anche associata alla firma digitale.  3. il servizio di posta elettronica certificata, che fornisce al mittente la prova legale dell’invio e della consegna del  documento  informatico,  e  quindi  anche  della  data.  La  trasmissione  tramite  un  servizio  di  posta  elettronica  certificata  (pec),  che  sia  conforme  al  D.P.R.  68/2005,  equivale  infatti,  nei  casi  consentiti  dalla  legge,  alla  notificazione per mezzo della posta ed ha valore legale. Ai sensi del 3 comma dell’articolo 48, D.Lgs. 82/2005,  anche  la  data  e  l’ora  di  trasmissione  e  di  ricezione  di  un  documento  informatico  trasmesso  mediante  posta  elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al D.P.R. 68/2005, e alle relative  regole tecniche. 

Con riferimento alla raccomandata R/R il codice civile non si esprime, tuttavia la giurisprudenza esclude il valore di data certa al plico inviato per raccomandata R/R con busta.   Con riferimento alla modalità descritta nel precedente punto 1 occorre segnalare che a far data dallo scorso 1° aprile  2016  le  Poste  Italiane  Spa  non  effettuano  più  il  servizio  di  “data  certa”  e,  pertanto,  occorrerà  all’occorrenza  fare  ricorso ad altra metodologia alternativa tra quelle in precedenza descritte.     

I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA PER I “SUPER AMMORTAMENTI”  Al fine di incentivare gli investimenti, la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un’agevolazione che consente una maggiore deduzione (pari al 40%) del costo sostenuto per l’acquisizione di beni strumentali materiali nuovi. Tale previsione è decisamente più interessante rispetto alle ultime agevolazioni “Tremonti”, in quanto non vi sono particolari limitazioni circa i beni agevolabili (gli immobili sono comunque esclusi) e non vi è la necessità di fare raffronti con gli investimenti realizzati nel passato (quindi ogni bene acquistato dà diritto ad un beneficio fiscale). Le regole applicative del bonus sono state esaminate in precedenti circolari informative; di recente l’Agenzia è intervenuta per fornire i chiarimenti applicativi attraverso la circolare n. 23/E del 26 maggio 2016. Nel presente contributo si intende evidenziare i principali spunti interpretativi forniti in tale documento dall’Amministrazione finanziaria. Il funzionamento dell’agevolazione L’agevolazione si sostanzia in un maggior costo deducibile del bene: 

il costo del bene viene aumentato del 40% al fine del calcolo degli ammortamenti, deduzione che viene calcolata  in via extracontabile (quindi con indicazione in dichiarazione dei redditi). Considerando un bene di costo 100 con  aliquota di ammortamento del 20%, ogni anno saranno stanziati a conto economico ammortamenti per 20, in  quanto tali deducibili; in aggiunta sarà possibile beneficiare di una ulteriore deduzione di 8, quale variazione in  diminuzione in dichiarazione dei redditi. L’agevolazione spetta in ragione del limite massimo di deducibilità degli  ammortamenti, sulla base delle aliquote fiscali previste dal D.M. 31 dicembre 1988;  il bonus riguarda anche i beni utilizzati in forza di contratti di locazione finanziaria. A tal fine il canone di leasing  viene  maggiorato  del  40%:  l’Agenzia  ha  precisato  che  la  maggiorazione  riguarda  solo  la  quota  capitale  e  non  anche la quota interessi. Come nel caso degli ammortamenti, anche per i leasing la maggiore deduzione viene 

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beneficiata con una variazione in diminuzione direttamente nel modello Unico. Nel caso di leasing con durata  contrattuale  inferiore  alla  durata  minima  fiscale,  la  deduzione  della  maggiorazione  è  parametrata  al  canone  fiscalmente deducibile;   sono invece esclusi dall’agevolazione i beni utilizzati ad altro titolo, quali il noleggio, la locazione non finanziaria,  il leasing operativo, etc..  Per esplicita previsione normativa il beneficio interessa le imposte sui redditi, quindi sia l’Irpef che l’Ires. L’Agenzia  ha chiarito che il bonus non riguarda l’Irap, neppure nel caso in cui l’imposta regionale sia determinata sulla base dei  costi indicati in bilancio (articolo 5‐bis, D.Lgs. 446/1997). 

I beni agevolabili Dal punto di vista oggettivo, ossia per l’individuazione degli investimenti agevolabili, occorre osservare che l’agevolazione riguarda solo i beni materiali (quindi non potrà essere agevolato un marchio, un brevetto, una licenza, etc.) e che siano strumentali (quindi sono esclusi i beni merce, ossia quelli acquistati per la rivendita, così come sono esclusi i materiali di consumo). La norma richiede che l’aliquota di ammortamento del bene sia pari o superiore al 6,5%, avendo riguardo alla tabella di cui al D.M. 31 dicembre 1988. Requisito che comunque viene soddisfatto dalla maggioranza delle tipologie di beni strumentali. Sono invece esclusi dal bonus: 

i  fabbricati  di  ogni  tipo  (quindi  sia  abitativi  che  strumentali,  indipendentemente  dal  fatto  che  siano  utilizzati  nell’attività), nonché le costruzioni (anche quelle leggere, nonostante per tali beni l’aliquota di ammortamento  sia del 10%),   sono inoltre esclusi i beni indicati nell’allegato 3, Legge di Stabilità, in cui si indicano alcuni Gruppi e Specie della  Tabella  di  cui  al  D.M.  31  dicembre  1988  (ad  esempio  condutture,  materiale  rotabile,  ferroviario  e  tramviario,  aerei, etc.). Le motrici risultano comunque agevolabili.  L’Agenzia precisa che l’agevolazione spetta tanto con riferimento ai beni costruiti in economia, quanto per quelli la  cui costruzione è affidata in appalto a soggetti terzi.  La norma, inoltre, richiede che per beneficiare dell’agevolazione i beni strumentali siano nuovi. Si considerano beni  nuovi, in particolare:   i beni acquistati presso il produttore o commerciante del bene, nonché quelli acquistati presso soggetti diversi,  purché il bene non sia mai stato utilizzato (quindi mai entrato in funzione);   i beni destinati all’esposizione (show room),   per i beni complessi, ossia che comprendono al proprio interno anche beni usati, il requisito della novità sussiste  se viene fornita un’attestazione in merito alla prevalenza del bene nuovo rispetto a quelli usati. 

Nella circolare in commento viene peraltro precisato quanto segue: non potrà fruire della maggiorazione in commento il bene che il cedente abbia in qualche modo utilizzato per scopi diversi dalla semplice esposizione come ad esempio l’autovettura che sia stata immessa su strada dal concessionario anche per motivi dimostrativi. Nella circolare in commento viene peraltro precisato quanto segue: non potrà fruire della maggiorazione in commento il bene che il cedente abbia in qualche modo utilizzato per scopi diversi dalla semplice esposizione come ad esempio l’autovettura che sia stata immessa su strada dal concessionario anche per motivi dimostrativi. Nell’ipotesi di beni concessi in comodato d’uso a terzi, il comodante potrà beneficiare della maggiorazione, a condizione che i beni in questione siano strumentali ed inerenti alla propria attività, nel qual caso egli sarà legittimato a dedurre le relative quote di ammortamento (ad esempio un produttore di vernici che fornisce in comodato d’uso dei tintometri alla carrozzerie clienti). I beni dovranno essere utilizzati dal comodatario nell’ambito di un’attività strettamente funzionale all’esigenza di produzione del comodante. 10

Interventi su beni di terzi Nel caso di interventi su beni di terzi (ad esempio, utilizzati dall’impresa in forza di contratto di locazione o comodato) occorre distinguere sulla base della loro qualificazione contabile, facendo riferimento alla indicazioni contenute nei principi contabili: 

se trattasi di beni che hanno una loro individualità ed autonoma funzionalità, i quali al termine del periodo di  locazione o di comodato possono essere rimossi dall’utilizzatore (locatario o comodatario) e possono avere una  possibilità d’utilizzo a prescindere dal bene a cui accedono, vanno iscritti tra le immobilizzazioni materiali, quindi  risultano agevolabili;  al  contrario,  se  si  tratta  di  meri  costi  sostenuti  sui  beni  di  terzi,  queste  spese  vanno  qualificate  come  “altre  immobilizzazioni immateriali”, quindi sono esclusi dalla maggiorazione. 

Beni di ridotto valore Una particolare questione riguarda i beni di costo non superiore a 516,46 euro che, come noto, sono interamente deducibili nel corso del periodo d’imposta di acquisto. Sul punto l’Agenzia nella circolare n. 23/E/2016 conferma quanto in precedenza affermato nella circolare n. 12/E/2016:  

la prima questione riguardava la possibilità di applicare l’agevolazione a tali beni, risolta positivamente;  inoltre, viene osservato come l’agevolazione risulti applicabile “ai fini delle quote di ammortamento”, quindi non  influisce sul valore del bene, con la conseguenza che non si perde la possibilità di dedurre integralmente il bene  nell’esercizio, nel caso in cui il valore maggiorato fosse superiore al limite di 516,46 euro (ad esempio bene costato  500 euro, sarà interamente deducibile nell’esercizio per 700 euro). 

Soggetti interessati Sotto il profilo dei soggetti che possono beneficiare del bonus, va notato che questo viene riconosciuto: 

sia  a  favore  dei  soggetti  esercenti  attività  d’impresa,  tanto  in  forma  individuale  quanto  in  forma  collettiva  (società di persone o società di capitali);   sia  a  favore  dei  soggetti  che  producono  reddito  di  lavoro  autonomo,  anche  costituiti  sotto  forma  di  studio  associato.  Come precisato dall’Agenzia, l’agevolazione spetta anche ai soggetti che applicano il regime dei minimi (o regime di  vantaggio), i quali maggioreranno l’importo deducibile del bene (per tali soggetti la deduzione del bene strumentale  avviene  per  cassa,  nell’anno  del  pagamento).  I  forfettari,  al  contrario,  non  possono  applicare  il  bonus:  per  tali  soggetti  il  reddito  è  infatti  forfettizzato  ed  essi  non  hanno  diritto  a  dedurre  alcun  costo  analitico,  neppure  quello  inerente i beni strumentali (quindi, di conseguenza, non vi è alcun ammortamento da maggiorare).  Viene  inoltre  esaminato  il  caso  di  investimenti  realizzati  con  riferimento  ad  imprese  condotte  in  affitto  o  in  usufrutto,  dove  la  regola  di  deduzione  del  costo  maggiorato  dipende  dal  fatto  che  sia  stata  o  meno  azionata  la  deroga alle previsioni dell’articolo 2561, cod. civ.:   quando  esercitata,  quindi,  viene  previsto  che  il  concedente  continui  a  calcolare  gli  ammortamenti,  la  maggiorazione spetterà solo a quest’ultimo;   al  contrario,  ove  non  sia  stata  prevista  la  deroga  convenzionale  concernente  l’obbligo  di  conservazione  dell’efficienza  dei  beni,  il  beneficio  spetterà  solo  all’affittuario  o  usufruttuario,  quale  soggetto  che,  ai  sensi  dell’articolo 102, comma 8, Tuir, calcola e deduce gli ammortamenti. 

Il periodo agevolato Viene fissata una finestra temporale entro la quale occorre realizzare l’investimento: la norma è chiara nell’affermare che l’agevolazione compete per i beni acquisiti nell’intervallo temporale che va dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. Sul punto viene chiarito che: 

per  i  beni  acquisiti  in  proprietà  si  deve  aver  riguardo  alla  data  di  consegna  o  spedizione,  tenendo  conto  che  eventuali clausole che differiscono il passaggio della proprietà determinano anche il differimento del momento  in  cui  è  fruibile  l’agevolazione  (ad  eccezione  della  clausola  di  riserva  della  proprietà  che  ai  fini  fiscali  sono  irrilevanti); 

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per i beni acquisiti mediante contratto di appalto, la regola è l’ultimazione della prestazione (con conseguente  differimento del momento in cui il bene è agevolato), a meno che il contratto non preveda la liquidazione di SAL  definitivi, nel qual caso rileva l’importo di tali SAL liquidati;  per i beni in leasing, invece, si deve aver riguardo alla data in cui il bene è consegnato all’utilizzatore (risultante  dal verbale di consegna). L’agevolazione spetterà anche sul futuro prezzo di riscatto (sempre e solo per i beni  precedentemente consegnati nel periodo agevolato). 

 L’entrata in funzione del bene  

L’Agenzia evidenzia come la maggiorazione può essere dedotta solo “a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene”. Questo significa che, per ottenere il beneficio, il bene deve essere stato acquistato durante il periodo agevolato, mentre l’entrata in funzione darà inizio allo stanziamento delle quote di ammortamento e, quindi, permetterà l’effettiva fruizione del bonus. Quindi, se l’acquisto viene effettuato nel 2016 ma il bene verrà messo in funzione nel 2017, l’acquisto risulterà agevolato, ma il bonus potrà essere computato a partire dal 2017. Autovetture La norma agevolativa interviene anche in merito alla deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria degli automezzi di cui all’articolo 164, lettera b), Tuir (ossia quelli ad uso promiscuo, caratterizzati da un tetto superiore al costo fiscalmente rilevante). Quindi l’agevolazione si applica non solo maggiorando il costo del bene, ma anche aumentando i limiti massimi di deducibilità.  

  Autovetture ad utilizzo promiscuo aziendale/personale  Autovetture degli agenti e rappresentanti di commercio  Motocicli  Ciclomotori 

Limite Tuir  18.076,99  25.822,84  4.131,66  2.065,83 

Limite maggiorato  25.306,39  36.151,98  5.784,32  2.892,16 

Su tali nuove soglie si calcola la percentuale di ammortamento, alla quale applicare la percentuale di rilevanza del 20% (80% per gli agenti di commercio). Questo comporta che, malgrado l’effetto derivante dal super ammortamento, comunque il beneficio si presenterà normalmente piuttosto limitato. Il beneficio appena descritto interessa anche i beni in leasing, posto che nel calcolo del canone deducibile occorre tenere in considerazione il limite massimo di rilevanza fiscale del bene. Per quanto riguarda i veicoli:  

di cui alla lettera a) dell’articolo 164 (veicoli esclusivamente strumentali deducibili al 100%);  nonché quelli di cui alla lettera b‐bis) dello stesso articolo 164 (veicoli assegnati in uso promiscuo al dipendente  per la maggior parte del periodo d’imposta deducibili al 70%);  si  applicano  le  regole  previste  per  gli  altri  beni  strumentali,  ossia  opererà  solo  l’incremento  del  40%  del  costo  di  acquisizione, su cui calcolare gli ammortamenti (e la quota capitale dei canoni di leasing di competenza). 

Plusvalenze e manutenzioni Va evidenziato, infine, come l’effetto dell’incremento del costo fiscale del bene abbia effetto solo su ammortamenti e canoni di leasing, mentre non avrà alcuna rilevanza nel calcolo di plusvalenze e minusvalenze in sede di cessione del bene. Quando il bene sarà ceduto occorrerà calcolare plus e minus come se la presente disciplina non fosse esistita. Allo stesso modo, l’incremento del costo fiscale del bene non ha alcun effetto neppure sul calcolo del plafond per la deduzione delle spese di manutenzione e riparazione, così come per la disciplina delle società di comodo né ai fini dell’applicazione degli studi di settore.    

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I CORRETTIVI CONGIUNTURALI AI FINI DEGLI STUDI DI SETTORE PER IL 2015  Con il D.M. datato 12 maggio 2015 il Ministero dell’economia e delle finanze ha approvato la revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo d’imposta 2015. A tal fine, i ricavi e i compensi risultanti dall’applicazione degli studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2015, sono determinati sulla base della nota tecnica e metodologica riportata nell’allegato 1 al decreto. I correttivi come è noto riguardano gli studi di settore relativi alle attività nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio, al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati. Per quanto riguarda gli effetti della loro applicazione va tenuto presente che i contribuenti che per il periodo d’imposta 2015, dichiarino, anche a seguito di adeguamento, ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quello risultante dall’applicazione degli studi di settore integrati con i correttivi approvati con il citato decreto, non sono assoggettabili, per tale annualità, ad accertamento ai sensi dell’articolo 10, L. 146/1998. Anche per quest’anno i correttivi sono ripartiti nelle seguenti categorie:  di settore: applicabili a tutti i soggetti non congrui dello specifico settore in crisi;  individuali: applicabili solo laddove il correttivo di settore non colga la specifica situazione di crisi del singolo contribuente;  territoriali: definiti sulla base della nota tecnica e metodologica relativa all’aggiornamento delle analisi territoriali. In particolare, l’elaborazione dei correttivi congiunturali di settore è stata effettuata per tutti i 204 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2015, con un’analisi specifica delle tariffe per i 12 studi di settore relativi alle attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi e la contrazione dei margini e della redditività per gli altri 193 studi di settore. Confermato il presupposto del correttivo congiunturale individuale Come lo scorso anno (diversamente dagli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2013), anche per il 2015 il correttivo individuale applicabile agli studi di settore (diversi da quelli dei professionisti) è stato elaborato analizzando la variazione dell’efficienza produttiva delle imprese nel 2015 rispetto al triennio 2012 – 2014. Confermata la modifica dell’indicatore relativo alla durata delle scorte Gli interventi relativi all’analisi di normalità economica riguardano l’indicatore “Durata delle scorte” e si applicano ai soggetti che presentano contemporaneamente le seguenti condizioni:  situazione di coerenza delle esistenze iniziali;  situazione di normalità economica rispetto agli indicatori di controllo del valore dei beni strumentali;  riduzione dell’efficienza produttiva rispetto a quella storica di riferimento, individuata come di maggior valore di efficienza produttiva del triennio precedente (triennio 2012-2014);  dichiarazione, per il biennio 2014-2015, dello stesso codice attività prevalente o applicazione dello stesso studio di settore, anche se evoluto, nel 2015. In particolare, con riferimento al suddetto indicatore, la soglia massima di normalità economica viene elevata in modo da tener conto dell’incremento di rimanenze finali riconducibile alla crisi economica (merci e prodotti invenduti a seguito della contrazione delle vendite).  Novità: intervento relativo all’analisi di coerenza 

L’unica novità riscontrabile per il periodo d’imposta 2015 nella gestione dei correttivi congiunturali, è relativa all’analisi della coerenza (per il resto è confermata l’impostazione del periodo d’imposta 2014). Per applicare il nuovo correttivo, al fine della individuazione degli interventi relativi all’analisi di coerenza, sono stati selezionati tutti gli indicatori per i quali la determinazione dei valori di soglia di coerenza può 13

essere influenzata dalla riduzione dei margini e della redditività, nonché dal minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari, collegati alla situazione di crisi economica. A tal fine, per gli studi di settore relativi alle attività d’impresa sono stati selezionati quindici indicatori (quelli relativi ai margini, alla redditività e all’utilizzo degli impianti), mentre, per gli studi relativi alle attività professionali sono stati selezionati, i cinque indicatori relativi ai margini e alla redditività. Per tutti gli indicatori è stato analizzato l’andamento congiunturale a livello di studio di settore ed è stata valutata l’eventuale esigenza di introdurre un correttivo congiunturale. Attenzione al campo “note aggiuntive” I richiamati correttivi per la crisi, anche se mirano a cogliere il massimo dettaglio (settore, individualità e territorio), hanno inevitabilmente una valenza generalizzata e conseguentemente potrebbero sussistere situazioni in cui il contribuente non si riconosce nell’analisi e nei conseguenti correttivi applicati. Va, infatti, sottolineato che le tendenze riscontrate sono dei valori medi che rappresentano, ancor più degli scorsi anni, gruppi di imprese con una variabilità estremamente rilevante (cosiddetta “turbolenza”). Di conseguenza occorre segnalare eventuali anomalie, anche con riferimento alla situazione di crisi, nel campo “note aggiuntive” del modello dello studio di cui l’Amministrazione finanziaria deve tenere conto già in fase di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo. Occorre inoltre ricordare che tali segnalazioni potrebbero portare ad approfondimenti di analisi e modifiche qualora i correttivi non fossero risultati adeguati in determinate casistiche. Si invita pertanto la gentile Clientela che dovesse risultare non congrua anche a seguito delle riduzioni riconosciute dai predetti correttivi congiunturali, a documentare allo Studio situazioni particolari o di settore che possano aver inciso nella contrazione dei margini e dei ricavi.    

PRINCIPALI SCADENZE DAL 16 GIUGNO AL 15 LUGLIO 2016    Di  seguito  evidenziamo  i  principali  adempimenti  dal  16  giugno  al  15  luglio  2016,  con  il  commento  dei  termini  di  prossima scadenza.  

Si segnala ai Signori clienti che le scadenze riportate tengono conto del rinvio al giorno lavorativo seguente per gli adempimenti che cadono al sabato o giorno festivo, così come stabilito dall’articolo 7, D.L. 70/2011. Inoltre, mancando alla data odierna ogni provvedimento di proroga, tutti gli adempimenti sono inseriti con le loro scadenze naturali. In primo piano vengono illustrate, se esistenti, le principali scadenze o termini oggetto di provvedimenti straordinari, mentre di seguito si riportano le scadenze mensili, trimestrali o annuali a regime. SCADENZE FISSE

16 giugno

Registrazioni contabili Ultimo giorno per la registrazione cumulativa nel registro dei corrispettivi di scontrini fiscali e ricevute e per l’annotazione del documento riepilogativo delle fatture di importo inferiore a 300 euro. Fatturazione differita Scade oggi il termine per l’emissione e l’annotazione delle fatture differite per le consegne o spedizioni avvenute nel mese precedente. 14

Registrazioni contabili associazioni sportive dilettantistiche Scade oggi il termine per le associazioni sportive dilettantistiche per annotare i corrispettivi ed i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali nel mese precedente. Le medesime disposizioni si applicano alle associazioni senza scopo di lucro. Versamento dei contributi Inps Scade oggi il termine per il versamento dei contributi Inps dovuti dai datori di lavoro, del contributo alla gestione separata Inps, con riferimento al mese di maggio, relativamente ai redditi di lavoro dipendente, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, a progetto, ai compensi occasionali, e ai rapporti di associazione in partecipazione. Versamento delle ritenute alla fonte Entro oggi i sostituti d’imposta devono provvedere al versamento delle ritenute alla fonte effettuate nel mese precedente: ‐ sui redditi di lavoro dipendente unitamente al versamento delle addizionali all’Irpef; ‐ sui redditi di lavoro assimilati al lavoro dipendente; ‐ sui redditi di lavoro autonomo; ‐ sulle provvigioni; ‐ sui redditi di capitale; ‐ sui redditi diversi; ‐ sulle indennità di cessazione del rapporto di agenzia; ‐ sulle indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto. Versamento ritenute da parte condomini Scade oggi il versamento delle ritenute operate dai condomini sui corrispettivi corrisposti nel mese precedente riferiti a prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio di imprese per contratti di appalto, opere e servizi. 16 giugno

Versamenti Iva mensili Scade oggi il termine di versamento dell’Iva a debito eventualmente dovuta per il mese di maggio, codice tributo 6005. I contribuenti Iva mensili che hanno affidato a terzi la contabilità (articolo 1, comma 3, D.P.R. 100/1998) versano oggi l’Iva dovuta per il secondo mese precedente. Versamento dell’Iva a saldo dovuta in base alla dichiarazione annuale Entro oggi i contribuenti che hanno un debito d’imposta relativo all’anno 2015, risultante dalla dichiarazione annuale, e che hanno scelto il pagamento rateale dal 16 marzo devono versare la quarta rata utilizzando il codice tributo 6099. Persone fisiche che presentano Unico 2016 – anche titolari di partita Iva Entro oggi deve essere effettuato il versamento (senza alcuna maggiorazione) in unica soluzione ovvero della prima rata delle imposte, Irpef e Irap, ovvero delle imposte sostitutive, dovute a titolo di saldo per l’anno 2015 e primo acconto per il 2016 risultanti dalla dichiarazione, unitamente, ove dovuti, ai contributi previdenziali alla gestione separata o gestione artigiani/commercianti dovuti sui redditi 2015 a saldo e in acconto. Sempre con riferimento alle imposte dovute in base al modello Unico, scade anche il 15

versamento dell’acconto Irpef del 20% sui redditi soggetti a tassazione separata non assoggettati a ritenuta d’acconto. Il versamento potrà avvenire anche entro il 18 luglio 2016 con la maggiorazione dello 0,40%. Società semplici, società di persone e soggetti equiparati che presentano Unico 2016 Entro oggi deve essere effettuato il versamento (senza alcuna maggiorazione) in unica soluzione ovvero della prima rata delle imposte, Irpef e Irap, ovvero delle imposte sostitutive, dovute a titolo di saldo per l’anno 2015 e primo acconto per il 2016. Sempre con riferimento alle imposte dovute in base al modello Unico, scade anche il versamento dell’acconto Irpef del 20% sui redditi soggetti a tassazione separata non assoggettati a ritenuta d’acconto. Il versamento potrà avvenire anche entro il 18 luglio 2016 con la maggiorazione dello 0,40%. Soggetti Ires che hanno approvato il bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio Entro oggi i soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, che hanno approvato il bilancio entro 120 gironi dalla chiusura dell’esercizio, devono effettuare il versamento in unica soluzione ovvero della prima rata dell’Ires e dell’Irap, a titolo di saldo per l’anno 2015 e primo acconto per il 2016 senza alcuna maggiorazione. Sempre entro oggi i soggetti Iva tenuti alla presentazione della dichiarazione unificata possono effettuare il versamento dell’Iva 2015 risultante dalla dichiarazione annuale, in unica soluzione o quale prima rata, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo dal 16/03 al 16/06/16.

16 giugno

Imposta sostitutiva operazioni straordinarie, riallineamento valori da quadro EC, regime di trasparenza I soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare che pongono in essere operazioni straordinarie possono versare, senza alcuna maggiorazione entro oggi, l’imposta sostitutiva sui maggiori valori iscritti derivanti da tali operazioni. Sempre oggi scade il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva per il riallineamento dei valori civilistici e fiscali dei beni indicati nel quadro EC. Infine è oggi il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva, sempre senza maggiorazione, per il riallineamento dei valori civilistici ai fiscali per le aziende che scelgono il regime della trasparenza. Ivie Scade oggi per le persone fisiche residenti in Italia che siano titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento su immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati, il versamento, in unica soluzione o rateale, dell’imposta sul valore degli immobili destinati all’estero così come risulta dalla liquidazione in dichiarazione dei redditi a titolo di saldo 2015 ed acconto 2016, senza maggiorazione. Ivafe Scade oggi il termine per le persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie all’estero il versamento in unica soluzione o come prima rata, dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2015 e di primo acconto per l’anno 2016 senza alcuna maggiorazione. Cedolare secca Scade oggi per i contribuenti che si sono avvalsi per il 2015 della c.d. “cedolare secca”, il termine per il versamento del saldo dell’imposta dovuta per il 2015 e della prima rata d’acconto per il 2016. Il versamento può essere effettuato in data 18 luglio 2016, con la 16

maggiorazione dello 0,40%. Pagamento del diritto annuale alle Camere di Commercio Entro oggi deve essere versato il diritto annuale camerale per l’anno 2016, senza maggiorazione (codice tributo 3850). Il medesimo diritto potrà essere versato entro il 18 luglio 2016 con maggiorazione dello 0,40%. Imu e Tasi Scade oggi il termine per il versamento delle imposte in oggetto quale prima rata di acconto per il 2016. ACCISE – Versamento imposta Scade il termine per il pagamento dell’accisa sui prodotti energetici ad essa soggetti, immessi in consumo nel mese precedente. Presentazione dichiarazione periodica Conai 

20 giugno

Scade oggi il termine di presentazione della dichiarazione periodica Conai riferita al mese di maggio da parte dei contribuenti tenuti a tale adempimento con cadenza mensile. Presentazione elenchi Intrastat mensili  

27 giugno

Scade oggi, per i soggetti tenuti a questo obbligo con cadenza mensile il termine per presentare in via telematica l’elenco riepilogativo degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie effettuate nel mese precedente. Comunicazione di acquisto da operatori di San Marino Scade oggi il termine, con riferimento al mese di maggio, per la comunicazione in forma analitica delle operazioni con operatori san marinesi annotate sui registri Iva. Cinque per mille Scade oggi per gli enti iscritti negli elenchi dei soggetti beneficiari del cinque per mille, enti del volontariato, associazioni sportive dilettantistiche, enti della ricerca scientifica e dell’Università, l’invio della raccomandata con ricevuta di ritorno (o pec) della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione.

30 giugno

Versamento II rata soggetti non titolari partita Iva Per i contribuenti non titolari di partita Iva, che hanno optato per il versamento rateizzato delle imposte risultanti dalla dichiarazione modello Unico, e che hanno effettuato il versamento della prima rata entro il 16 giugno scade oggi il termine di versamento della II rata, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16% di tutte le imposte derivanti dal modello Unico 2016 compresa la sostitutiva relativa alla opzione per la cedolare secca. Rivalutazione dei terreni e partecipazioni Scade oggi il termine di redazione e giuramento della perizia di stima nonché di versamento dell’imposta sostitutiva (rata unica o prima rata), relativamente all’affrancamento dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio 2016. Scade inoltre, sempre oggi, relativamente alla rivalutazione dei terreni e partecipazioni possedute alla data del 1° gennaio 2015 e del 1° luglio 2014, il versamento della seconda e terza rata per coloro che hanno scelto il pagamento rateale. 17

Presentazione elenchi Intra 12 mensili 

Ultimo giorno utile per gli enti non commerciali e per gli agricoltori esonerati per l’invio telematico degli elenchi Intra-12 relativi agli acquisti intracomunitari effettuati nel mese di aprile.  

Versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione Scade oggi il termine per il versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione nuovi o rinnovati tacitamente con decorrenza 1° giugno 2016. Presentazione del modello Uniemens Individuale Scade oggi il termine per la presentazione della comunicazione relativa alle retribuzioni e contributi ovvero ai compensi corrisposti rispettivamente ai dipendenti, collaboratori a progetto e associati in partecipazione relativi al mese di maggio. Dichiarazione Imu Scade oggi il termine di presentazione della dichiarazione ai fini Imu per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo – inizio del possesso o variazioni intervenute – sia sorto dal 1° gennaio 2015.

30 giugno

Comunicazione leasing/noleggi Scade oggi il termine per l’invio telematico della comunicazione dei dati riguardanti i contratti stipulati nel 2015 da parte di: ‐ ‐

società di leasing, per i contratti di leasing finanziario e/o operativo, aventi ad oggetto immobili  e mobili;  operatori  esercenti  l’attività  di  locazione  e/o  di  noleggio  di  autovetture,  caravan,  unità  da  diporto e aeromobili. 

Istanza rimborso accise autotrasportatori Scade oggi il termine per la presentazione all’Agenzia delle dogane dell’istanza per chiedere a rimborso il credito 2014 non utilizzato in compensazione entro il 31 dicembre 2015. Registrazioni contabili Ultimo giorno per la registrazione cumulativa nel registro dei corrispettivi di scontrini fiscali e ricevute e per l’annotazione del documento riepilogativo delle fatture di importo inferiore a 300 euro. 15 luglio

Fatturazione differita Scade oggi il termine per l’emissione e l’annotazione delle fatture differite per le consegne o spedizioni avvenute nel mese precedente. Registrazioni contabili associazioni sportive dilettantistiche Scade oggi il termine per le associazioni sportive dilettantistiche per annotare i corrispettivi ed i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali nel mese precedente. Le medesime disposizioni si applicano alle associazioni senza scopo di lucro.

  Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.  Cordiali saluti. 

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STUDIO DOTTORI COMMERCIALISTI ASSOCIATI Dott. Paolo Sala – Dott. Luca Vianelli

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